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Parafrasando Charlie Chaplin che diceva:
“Tutto quello che mi serve per creare una comica è un parco, un poliziotto e una bella ragazza”
Io direi:
”Tutto ciò di cui ho bisogno per essere creativo è un pomodoro, una foglia di basilico e un peperoncino”.
In continuo bisogno di manifestare il mio stato interiore attraverso momenti di creatività che vanno da schizzi, linee e matasse di colori su una tela, a deliziose miscele di profumi e sapori che trionfano dentro una padella.
Mi piace vivere bene, amante dell’arte, dei viaggi ma anche della mia casa che molte volte abbellisco con oggetti antichi e curiosi, della tradizione e del passato.
Allo stesso modo mi piace mangiare bene e con gusto e mi lascio incuriosire da nuovi accostamenti o rivisitazioni dei piatti della tradizione.
Finiti gli studi incomincio ad occuparmi di economia internazionale.
Il lavoro mi porta a viaggiare molto consentendomi di scoprire non solo i luoghi fisici, ma soprattutto quelli dell’animo della gente; luoghi in cui si conservano alcune emozioni che solo raramente si esternano.
I miei dipinti nascono recentemente dalla necessità creativa di rappresentare emozioni attraverso la pittura astratta ed informale, esprimendo con luce e colori certi stati della mente e certi luoghi dell’anima nascosti come tutto ciò che si cela nella profondità degli abissi, ma che solo un raggio di luce diretto ne può svelare l’ombra ed il colore.
La tecnica pittorica consiste nello spruzzare, far gocciolare i colori sulla tela, alcune volte senza procedere ad alcun intervento manuale diretto sulla superficie pittorica, altre volte distribuendo il colore in maniera casuale con qualsiasi oggetto piatto che si trasforma per l’occasione in una spatola.
Le immagini così ottenute si presentano come un caotico intreccio di segni colorati, in cui non è possibile riconoscere alcuna forma.
Il risultato è vario: tracciati di linee spesse, organizzate in maniera casuale, grovigli, matasse, composizioni di laghi di colore.
Caratteristica dominante dei dipinti è l’inconsapevolezza del gesto pittorico.
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